"CONTATTO CON TATTO" Introduzione all'Osho Rebalancing

Questo weekend è indirizzato a coloro che desiderano provare su di sé e sperimentare con gli altri come, attraverso una naturale capacità delle proprie mani, sia possibile creare profonde esperienze di crescita e di trasformazione. La possibilità di dare guarigione è dentro ognuno di noi, si tratta solo di imparare e praticare come comunicare amore e benessere attraverso le nostre mani, attingendo all’inesauribile risorsa che è il nostro cuore.

I partecipanti avranno la possibilità di sperimentare direttamente alcune delle tecniche usate nell’Osho Rebalancing, dal massaggio profondo al lavoro sulle articolazioni, nonché a tecniche di respirazione e di bioenergetica.
L’Osho Rebalancing è una tecnica corpo/mente che usa una avanzata forma di massaggio profondo combinata con la lettura del corpo, la mobilizzazione delle articolazioni, il lavoro con l’energia, la meditazione. Lo scopo è liberare tensioni muscolari croniche trattenute nel corpo e far così riemergere la sua naturale armonia. Energia che era bloccata torna a muoversi e, con più energia a disposizione e maggior consapevolezza delle proprie potenzialità, è facile diventare attivi protagonisti della propria esistenza e riprendere così a godere pienamente le gioie del proprio corpo.

"Il lavoro sul corpo è il lavoro fondamentale; ciò deve essere ricordato. La gente deve essere riportata in contatto col proprio corpo, perché se ne è allontanata troppo andando nella testa". (Osho)

Nel lavoro di gruppo, inoltre, chiunque può intervenire, fare commenti o dare consigli, con arricchimento di tutti, naturalmente sotto la guida e il coordinamento del terapeuta.
La terapia di gruppo è un metodo molto valido, e per certe problematiche psicologiche a volte è paragonabile se non superiore alla psicoterapia individuale. Sintomi come "scarsa sicurezza", "dipendenza dal giudizio altrui", "difficoltà nelle relazioni sociali come eccessiva permalosità", "tendenza all'isolamento", ecc., quando sono esposti in un gruppo terapeutico, con l’elaborazione di queste problematiche assieme agli altri, ricevono molto giovamento, perché tali comportamenti vengono necessariamente alla luce e quindi esaminati dal terapeuta proprio mentre si presentano nel "qui ed ora".

(Gruppo di due giorni con inizio venerdì sera ore 20 e termine domenica ore 18. Minimo 6 maximo 20 partecipanti).

LA DANZA DELLE ARTICOLAZIONI - Introduzione al Joint Release

Nella foto Mukti K.Renard
Milton Trager ha creato una tecnica, che ha preso il suo nome, a cui si sono ispirati tutti coloro che, lavorando con tecniche corporee, affrontano il contatto con le articolazioni: un lavoro che non è più un massaggio, ma "una danza", una danza con il corpo dell’altro…e l’altro in questa danza si ritrova in uno spazio libero, soffice, leggero, vivendo un’esperienza paragonabile solo a quella che abbiamo vissuto fluttuando nel grembo materno. Questo gruppo è indirizzato a coloro che vogliono fare diretta esperienza di una facile tecnica di rilassamento. E’ altresì rivolto a chi ha già altre esperienze di massaggio, in quanto il "Joint Release" può essere facilmente aggiunto ed integrato ad altre tecniche, intensificandone la profondità.
(Gruppo introduttivo di due gg. con inizio venerdì sera ore 20 e termine domenica ore 18. Minimo 6 maximo 20 partecipanti).

TRAINING DI OSHO REBALANCING - Contenuti.

1° Blocco del 1° Livello - "Apertura"

Nel 1° Blocco ci sarà una introduzione all'arte del contatto sensibile attraverso il contatto reciproco e la presa di coscienza dei noduli di tensione. Impariamo le tecniche basilari di trattamento del corpo, come per esempio l'agire col massaggio profondo sul tessuto connettivo, il rilassamento delle articolazioni ed il lavoro sul respiro. Sciogliamo e "apriamo" gli strati superficiali del sistema difensivo del nostro corpo e dello spirito. Impariamo a conoscere il nostro respiro, il suo ritmo e quindi la nostra sorgente di vita e di energia - cominciamo a renderci conto di come noi stessi recidiamo la nostra vitalità e la nostra gioia.
Quando il respiro comincia a diventare più profondo e si alza il livello dell'energia, cominciamo a lavorare sul rilassamento e l'integrazione delle gambe. Con ciò poniamo le basi per sperimentare il contatto con la terra, ad "avere la terra sotto i piedi" e ci apriamo ad una più profonda comprensione di noi stessi. Questa esperienza si chiama "grounding" o radicamento.
Impariamo la prima sessione del "ricettario" del Rebalancing, quella che lavorando sul torace e nel diaframma aumenta la profondità della nostra respirazione e quindi del nostro sentire e iniziamo la seconda sessione, quella sulle gambe.

Altri temi:

  • Conoscenza di base di anatomia strutturale e funzionale.

  • Principi di "lettura del corpo".

  • Anatomia delle spalle e del torace.

  • Sedute aperte di gruppo per elaborare i propri processi interiori.

  • Consapevolezza corporea.

  • Introduzione e tecniche di meditazione attiva per facilitare le trasformazioni nella nostra vita.

2° Blocco del 1° Livello "Grounding e apertura verso l'altro"


Proseguiamo il lavoro sul "grounding" sperimentando intensamente con tecniche neo-reichiane di bioenergetica, lavoro sul respiro e sull'energia.
Terminiamo la seconda sessione: "Le gambe", approfondendo così il nostro contatto con la terra.



Una volta ben "saldi in terra" procediamo ad iniziare la terza sessione, apriamo le fasce laterali del corpo, diventiamo disponibili ad esprimere i nostri sentimenti con le braccia e le mani. Prendiamo coscienza dei modelli di azione con cui ci rapportiamo al mondo esterno, in particolare con la nostra capacità o meno di dare e di ricevere.




3° Blocco del 1° Livello "La scoperta del Centro"

Terminiamo la terza sessione.
La fascia esteriore, "estrinseca", del nostro corpo, è in correlazione con le cosiddette funzioni comportamentali; mentre la struttura centrale (muscoli profondi, tessuto connettivo, organi) sono di grande importanza per le funzioni dell'essere o della nostra vera natura (spesso andata perduta), come la forza interiore, la vivacità e la presenza di spirito.
Mentre durante le prime tre sessioni abbiamo lavorato sugli strati superficiali del corpo, possiamo ora venire in contatto con la parte più profonda che chiamiamo "Centro".
Impariamo così a conoscere i nostri modelli di comportamento emozionali, cognitivi ed energetici e come si sono formati durante la fase di condizionamento della prima infanzia.
Facciamo questo iniziando il lavoro sul bacino, per cui con la quarta sessione iniziamo ad esplorare la nostra sessualità, lavorando all'interno delle coscie specialmente sui muscoli adduttori.

Continuiamo il lavoro sul bacino, iniziando la quinta sessione, andando profondamente nella pancia fino a toccare i muscoli psoas.


Ulteriori temi:
  • Apprendimento di ulteriori tecniche di massaggio profondo.

  • Sperimentazione del "grounding" attivando le strutture centrali del corpo.

  • Teoria e pratica dell'impostazione neo-reichiana.

  • Lavoro sull'energia.

  • Anatomia strutturale e funzionale delle gambe e della struttura centrale.

  • Rilassamento e bilanciamento del bacino come base di integrazione strutturale e funzionale.

  • Scoperta dell'energia sessuale attraverso il respiro e attraverso la riattivazione della muscolatura centrale del bacino.

  • Sedute aperte di gruppo.
2° Livello "Integrazione"

Dopo aver portato a termine la quinta sessione, partiamo qui con la sesta, in cui affrontiamo il nostro "trattenere" lavorando direttamente nella sede principale del nostro controllo, aprendo il fondo schiena e la zona sacrale.
Infine con la settima sessione affronteremo l'aspetto esteriore della nostra personalità. Persona, dal greco, significa maschera; lavorando profondamente con testa, collo e faccia faremo sì che la nostra maschera facciale si adegui alle trasformazioni avvenute da quando abbiamo iniziato questo lavoro.
Nelle fasi precedenti ci siamo occupati di "aprire l'armatura" e siamo venuti a contatto con il "Centro". Nell'ultima fase impariamo a integrare questi due strati ed esaminiamo questa integrazione dal punto di vista strutturale, funzionale ed energetico.
Integrazione significa esperienza dell'"essere globale" e si fonda sul vissuto concreto della percezione integrale del proprio corpo, di sentire con il cuore aperto e di pensare con una mente limpida e calma. Un corpo integrato assomiglia ad un canale permeabile ed aperto al passaggio armonico dei flussi energetici.
Ottava, nona e decima sessione sono appunto di integrazione:
Nell'ottava sessione agiremo sul corpo osservandolo nelle sue metà inferiore e superiore, per poi unirle lavorando sull'"Hara".
La parte inferiore corrisponde al principio femminile (Yin). La maggior parte delle donne si sente quindi più a suo agio in questa metà (da ciò il motivo per cui il corpo femminile tende a svilupparsi maggiormente nella parte inferiore, bacino e gambe). La parte superiore corrisponde al principio maschile (Yang) e infatti gli uomini tendono ad identificarsi con la parte superiore del loro corpo, che si sviluppa quindi maggiormente.
Nella nona lavoreremo il corpo osservandolo nella sue metà destra/sinistra. Noi sappiamo che l'emisfero sinistro del cervello, che sovrintende alle attività analitiche e logiche, controlla le attività neuro muscolari del lato destro del nostro corpo. Per cui il lato destro del corpo contiene gli aspetti mascolini della nostra personalità. Contemporaneamente l'emisfero destro, che sovrintende alle attività artistiche, manuali, sensoriali, controlla le attività neuro muscolari del lato sinistro del nostro corpo. Cioè nel lato sinistro risiedono gli aspetti femminili della nostra personalità.
Nella decima sessione, o di integrazione finale, lavoriamo tenendo a mente che Integrazione è l'esperienza dell'"interezza", del "tutto", è cioè uno stato dove siamo innocenti, incontaminati, completi, interi, senza limiti, forti e puri. Facciamo quindi gli ultimi aggiustamenti alternandoli con le principali posizioni dell'equilibrio cranio-sacrale.

Ulteriori temi:
  • Anatomia strutturale e funzionale della testa.

  • Raffinare e approfondire le tecniche di massaggio profondo del corpo.

  • Esercizi di consapevolezza corporea e di movimento (integrazione funzionale).

  • Lavoro su disturbi strutturali e funzionali specifici.

  • Introduzione ai concetti ed ai metodi della terapia cranio-sacrale.

  • Integrazione e consapevolezza dell'"Hara" durante il lavoro.

  • L'approccio psicosomatico: capire e liberare risposte fisiologiche ed emozionali nei clienti durante sessioni di lavoro sul corpo.

  • Trovare uno stile proprio (integrazione intuitiva) al di là delle tecniche.

  • Sedute di feed-back.

  • Meditazione.

Come ulteriore specializzazione si consiglia la partecipazione a Corsi avanzati concernenti:

  • Dinamiche di relazione fra cliente e terapista, con specifica attenzione a proiezioni, transfer, contro-transfer. (Gruppo Osho Therapist: 5 gg. con Tarika Gublin)

  • Lavoro con le emozioni e i Tipi Psicologici:

Tecniche di rilascio emozionale, analisi delle strutture caratteriali, dei modelli psicosomatici e come lavorare con essi.



Certificato
Entro la fine del corso ogni partecipante presenta un rapporto scritto riguardo al lavoro svolto con un paziente (almeno 8 sedute).
Dopo l'accettazione di questo rapporto e dopo aver effettuati i "Tutorials" richiesti, al termine del corso, ogni partecipante può ricevere il certificato di Osho Rebalancer. Con ciò acquisisce il diritto di offrire sedute a pagamento di Osho Rebalancing.

TRAINING DI OSHO REBALANCING - Struttura.

Il Training è diviso in due Livelli.

Ogni Livello comprende un totale di 27 giorni di corso.

1° Livello: Tre blocchi residenziali di 9 giorni ciascuno.

2° Livello: Tre blocchi residenziali di nove giorni cad. - per le date vedere l'Agenda.

Al completamento del 1° Livello, se abilitati, è possibile dare sessioni a pagamento chiamandole "Bilanciamento Strutturale" e si ha il diritto di iscriversi al 2° Livello entro l’anno successivo.

Per ottenere il certificato che ti autorizza a chiamare il tuo lavoro "Osho Rebalancing" ed essere riconosciuto dalla "Academy of Healing Arts" di Puna (India) come un "Osho Rebalancer", devi completare entrambi i Livelli di formazione e:
a) Aver partecipato a due weekends di supervisione all’anno con date da concordare col direttore del Training all’inizio del Training stesso.
a) Aver ricevuto 3 sessioni individuali annue più un Tutorial con un insegnante del team.

In caso di emergenza, malattia od altri inderogabili motivi che ti impediscano di partecipare ad uno dei blocchi del corso, sei impegnato ad avvertire per tempo gli organizzatori (almeno una settimana prima del periodo stesso).

E' possibile recuperare un blocco o parte di un blocco in un altro gruppo di formazione, dietro preventivo accordo col direttore del Training.

In caso di arrivo ritardato o partenza anticipata, non concordati col direttore del Training e con il responsabile del Centro, non si ha diritto al rimborso delle giornate di Training perse e si devono pagare le spese di alloggio anche se non godute. Per essere in regola, in modo da ricevere il certificato alla fine del Training, i giorni di assenza ingiustificata dovranno essere recuperati a proprie spese.
Se durante il corso del Training emergono dubbi su continuare o meno, ti raccomandiamo di prendere contatto coi membri dello staff prima di prendere una decisione. I tuoi dubbi
possono essere un risultato naturale del processo del Training. Ricordati che durante i
periodi fra un blocco e l’altro è importante mantenere il contatto coi tuoi colleghi studenti e
eventualmente con gli insegnanti.

Prima dell’inizio del periodo formativo è tua responsabilità informare i responsabili del
Training di tue malattie croniche od acute. Malattie della pelle, malattie fortemente infettive,
come AIDS ecc., ti escludono dalla partecipazione.
Per favorire la reciproca fiducia fra i partecipanti, prima
dell’inizio del Training, dovrai presentare un test AIDS da rinnovarsi ogni sei mesi.

TRAINING DI OSHO REBALANCING - Dettagli.

Week-end di introduzione:

Questi incontri danno la possibilità a formatori e partecipanti di conoscersi; servono per chiarire eventuali dubbi e preparare i partecipanti al processo che si metterà in atto nel Training.

Sedute individuali:

Nel corso di entrambi gli anni (1° e 2° Livello) è necessario ricevere tre sedute individuali con un insegnante del team.
Questo per dare la possibilità agli studenti di ricevere sessioni complete dai loro insegnanti, approfondendo quindi il loro processo di crescita, nel mentre si avvalgono di una guida personale.
"Tutorials":

Nei "Tutorials" gli studenti danno una sessione ad uno degli insegnanti del team.
I "Tutorials" esistono primariamente per dare agli studenti ed ai Rebalancers praticanti, quello che un Training normalmente non può dare: un'assistenza diretta ed un feedback mirato su qualsiasi aspetto del lavoro di Rebalancer.

Sistema di sostegno - Weekends di Supervisione:

Fra un blocco e l'altro del Training vengono organizzati dei weekends durante i quali gli studenti dei diversi livelli si ritrovano tutti insieme con un membro del team docenti, per praticare nuovamente ciò che hanno già imparato e per condividere quale è stata l'esperienza della loro pratica a casa.
Questi weekends sono aperti anche a Rebalancers che desiderano condividere la loro esperienza e "rinfrescare" le loro conoscenze.

TRAINING DI JOINT RELEASE - Contenuti.

Joint Release significa "Liberare l’articolazione".
Le articolazioni fanno parte dei ponti che uniscono due parti del corpo permettendone il movimento. Quando un ponte è sovraccaricato di traffico tutto rallenta per poi bloccarsi...e il corpo diventa sempre più rigido. L’energia per essere libera di muoversi attraverso il corpo, ha bisogno che le nostre articolazioni siano rilassate, libere, sciolte.

Il Joint Release è un approccio al corpo, proveniente dal Trager, in cui si usano gentili movimenti ritmici sulle articolazioni, combinati con tecniche di consapevolezza corporea, per rilassare il corpo/mente. Un lavoro sul corpo che diventa una danza con l’altro; in questa danza l’altro si ritrova in uno spazio libero, soffice, leggero, mentre vive un’esperienza paragonabile a quella che abbiamo tutti vissuto quando fluttuavamo nel grembo materno. Non appena il corpo lascia andare tensione e paura, è possibile ripristinare una più vasta possibilità di movimento. Ci si apre ad una nuova consapevolezza: stare in piedi, camminare, sedere, muoversi e respirare non sono più un fatto meccanico, ma esprimono una diversa qualità del nostro esistere. L’energia che era bloccata è tornata a muoversi; con più energia a disposizione ed il corpo per amico, si è maggiormente protagonisti della propria esistenza e si può riprendere a godere pienamente delle gioie del proprio corpo.

Il Programma del Training:

  • Le origini del Joint Release - Milton Trager ed il suo lavoro.
  • Elementi di lettura del Corpo.
  • Consapevolezza attraverso il movimento.
  • Lavorare da uno spazio di Meditazione.
  • Anatomia: La chimica del corpo. Le Articolazioni, loro funzione e muscoli coinvolti.
  • Il lavoro sulle Articolazioni.
  • Le gambe: un ponte per il nostro "grounding" (radicamento).
  • Come integrare il Joint Release con altre tecniche di lavoro sul corpo.
  • Controindicazioni.
  • Nel mondo del lavoro: come iniziare o come migliorare la tua professionalità.
  • Nel corso del Training imparerai a dare una seduta completa (sull’intero corpo) di Joint Release; una seduta specifica per la schiena ed a creare una seduta in accordo ai bisogni del tuo cliente.
Insegnanti:
Mukti K.Renard e Shuny R.Deretta

TRAINING DI JOINT RELEASE - Struttura.

E' un Training professionale, evoluzione del Trager, dove il massaggio, il lavoro sul corpo, diventa una danza. Quando le articolazioni si rilassano tutto il sistema corpo-mente si rilassa.

E’ un corso per chi pratica già altre forme di massaggio e vuole migliorare la sua tecnica, ma anche per chi non ha esperienze precedenti.

II percorso di formazione in Joint Release consiste di:

  • quattro blocchi di 5 giorni , che complessivamente durano circa sei mesi, per un totale di 170 ore di insegnamento, corrispondenti a 20 giorni.
  • 1 weekend di pratica con Supervisione fra ogni blocco.
  • 1 seduta individuale ed un Tutorial con un insegnante del Team.

Al termine del corso e dopo aver effettuato un Tutorial*, ogni partecipante può ricevere il certificato di praticante di Joint Release. Con ciò acquisisce il diritto di offrire sedute a pagamento di Joint Release.

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Tutorial*: nei Tutorial gli studenti danno una sessione ad uno degli insegnanti del team.
I Tutorial esistono primariamente per dare agli studenti ed ai praticanti, quello che un Training normalmente non può dare: un'assistenza diretta ed un feedback mirato su qualsiasi aspetto del lavoro.

ARTICOLI SUI GIORNALI - "Un'esperienza".

di Silvia Preti*
So com’è iniziato tutto questo. Avevo voglia di lavorare su di me, da troppo tempo la mia mente ed il mio corpo mi davano le stesse risposte sulla vita, da tempo avevo lasciato la psicoterapia perché ormai ad un punto morto. Soffrivo d'ansia e convivevo assai faticosamente con me. Stavo cercando altre strade, altre alchimie, nuovi punti di contatto con me stessa. Ero aperta ad altre esperienze anche se, come sempre, avevo paura. E' stato così che ho incontrato il Rebalancing. Cominciava il primo blocco del Training di questo "massaggio profondo" ed io ne sapevo ben poco, solo che agiva mettendoci in contatto con le emozioni negative, che aiutava a liberare la nostra energia. Decisi di provare.

Ho avuto subito informazioni più precise: il Rebalancing è nato sedici anni fa in India dall'esperienza d’alcuni terapisti che praticavano diverse tecniche di lavoro sul corpo, è nato con la volontà di creare qualcosa di diverso dagli altri massaggi profondi, partendo dalla visione dell'uomo come un tutto organico corpo-mente-anima (cuore). Il Rebalancing è nato dalla consapevolezza di quei professionisti che il nostro corpo, nel tempo, accumula ansie, stress, paure, ogni sorta d’emozioni negative che, a causa dei nostri condizionamenti, non riesce a smaltire, ma trattiene creando dei veri e propri blocchi dolorosi.
Il Rebalancing è nato dunque come un lavoro molto complesso che usa il massaggio profondo, il movimento attraverso il tocco, la manipolazione delle articolazioni, il lavoro sull'energia, il lasciar uscire le emozioni, la meditazione, tutto riunito insieme per lavorare sulla persona nella sua interezza.
Dopo averlo provato non posso più considerarlo semplicemente un massaggio sul corpo, perché è un massaggio che coinvolge tutta la persona, fino nella profondità del suo cuore; del resto il lavoro sul corpo è una delle arti più raffinate, non è soltanto una tecnica, ma è soprattutto un’espressione dì amore.
Il Rebalancing mira a portare consapevolezza nella persona, non solo consapevolezza corporea e dei movimenti, ma anche delle emozioni e della loro espressione, mira ad aiutare le persone a capire che cosa c'è dietro ai loro sintomi. I giorni del Training sono stati un'esperienza di gruppo molto avanzata, ricca di momenti preziosi, in cui è iniziata in me una profonda trasformazione come non ero riuscita a fare neanche con anni di psicoterapia. Qualcosa all'interno della mia "armatura" ha cominciato ad aprirsi, qualcosa ha cominciato a contattare il mio "centro" sempre così maldestramente protetto. Ho sentito un’energia amica rifluire in me, ho riscoperto la mia capacità di dare e ricevere, la mia capacita di comunicare con gli altri. Sono entrata in contatto con le mie emozioni più profonde, ho lasciato che affiorassero alla pelle, dal petto, dalla gola, per liberarsi, per far uscire quello che, da tempo, si era fermato nel mio petto. Allentare il controllo della mente, permetterci di entrare nel cuore, staccare il controllo della testa sono lussi che noi occidentali non ci permettiamo molto facilmente. Proprio per questo il Training di Rebalancing mi ha cambiato la vita. Forse è per questo che adesso non sento più resistenze, né rifiuti.
"Al tocco immortale delle tue mani il mio piccolo cuore si perde in una gioia senza limiti e inventa canti ineffabili. I tuoi doni giungono su queste mie piccole mani. Il tempo passa, tu continui a versare, e c'è ancora spazio da riempire". Queste parole di Tagore esprimono alla perfezione quello che si prova durante una sessione di Rebalancing: il senso dello spazio che si crea sotto le mani del terapeuta, uno spazio che diventa infinito, ma anche il senso di gratitudine che si prova per quelle mani che cancellano i nostri dolori e come doni regalano al nostro corpo nuove sensazioni. Quanto abbiamo bisogno di essere toccati intimamente, capiti, amati ed accettati. Quante emozioni abbiamo accumulato senza mai avere il coraggio di smaltirle, di sentirle, di portarle alla luce. Il nostro corpo è un magazzino di memorie e ogni evento doloroso, fisico ed emozionale è conservato nella nostra muscolatura, nelle nostre articolazioni, nelle ossa. Per rispondere bene al presente dobbiamo liberare il corpo dal nostro passato, smettere di considerarlo soltanto un'appendice scontata e dovuta.
Non ho mai pensato prima quanto il linguaggio del corpo avesse una magia particolare, fosse un modo così intimo e diretto per comunicare con l'altro. Del resto l'arte del toccare è la più antica tra le arti di guarigione, anche se con l'allontanarsi dell'uomo dal proprio corpo, sì è andata parzialmente perdendo. Una ricchezza che noi occidentali dobbiamo cercare a tutti i costi di recuperare e grazie al Rebalancing possiamo farlo con molta naturalezza. Quello che credevo avrei imparato durante il Training era un modo di toccare e di essere toccati. Ma è stato molto di più. Una porta si è aperta e ne sono usciti tesori immensi. Autopercezione, innanzi tutto. Certo un modo di toccare, ma non di toccare il corpo, un modo di toccare le emozioni, di sentirle tra le mani, Come una creta che aspetta soltanto di sciogliersi al sole, le nostre emozioni sono ferme lì nel petto e come acqua stagnante incapaci di scorrere e fluire. E' qui che il Rebalancing raggiunge la sua magia e il suo potere. Con l'energia delle mani, con la sua capacità di dare, il Rebalancer riesce a far smuovere la nostra palude emozionale. Riesce a creare una corrente naturale e a far scorrere fuori le emozioni.
Ed ecco che un fiume comincia a muoversi attraverso le sue mani, un fiume d’emozioni, dì sentimenti inconfessati e dì sensazioni remote che aspettavano chissà da quanto tempo di essere liberate, di poter fluire alla ricerca di quella possibilità di esistere che noi, con i nostri complicati meccanismi di controllo, gli impediamo. E tutto quello che scorre è energia, un’energia che avevamo dentro, ma che era bloccata. Così attraverso gli strumenti del Rebalancing. il massaggio profondo del tessuto connettivale, il rilassamento delle articolazioni e le tecniche di respirazione, il corpo libera l'energia che ricomincia a fluire, Il Rebalancing crea autocoscienza con la naturalezza che solo un contatto con il corpo può dare. Senza le complicate dinamiche della psicanalisi, ci regala una consapevolezza che non è mentale, ma è più profonda, una responsabilità che nasce sulla pelle, nel nostro corpo, nella nostra intimità più profonda e proprio per questo diventa incancellabile. Ma l'energia che si libera durante il massaggio non è solo quella del massaggiato, è anche quella del terapeuta che, in sintonia con lui, lavora e respira; le due energie di chi dà e di chi riceve, lavorano insieme. I due respiri si fondono.
Durante il Rebalancing il corpo si arrende, così come si arrende la mente, dentro si fa silenzio ed è possibile sentire i dolori nascosti dietro ai blocchi, dietro ai nodi più stretti, un contatto molto delicato perché dove c'è un blocco c'è dolore, ma anche sensibilità e per questo si deve lavorare con amore. Le mani del Rebalancer devono sorridere a quel corpo, aiutarlo a scoprire le sue ferite, a portarle alla luce, per curarle. La forza e la magia del Rebalancing è di saper rispondere alle nostre esigenze più profonde, inconfessate, alla voglia di urlare all'esterno il nostro senso di solitudine e il nostro disagio più profondo, finalmente liberi di esprimere le nostre paure e i nostri desideri. Imparare il Rebalancing per me ha voluto dire cominciare una più profonda conoscenza di me stessa e dei miei potenziali creativi; in esso ho trovato amore, ho trovato quell’accettazione dell'altro che da tempo avevo perso, perché schiava di condizionamenti mentali, di cliché acquisiti, di tutti i veleni tipici della nostra epoca.

* Silvia Preti è una giornalista che collabora a “Marie Claire” e che ha preso parte al 1° Livello del Training di Osho Rebalancing a Roma.


ARTICOLI SUI GIORNALI: "Joint Release - Rilascio delle articolazioni"

di Shuny R.Deretta


Il "Joint Release" viene usato molto nel Rebalancing ed in altre tecniche di massaggio; io partecipai al mio Training di Rebalancing nel 1982, a Geetam, nel deserto alle spalle di Los Angeles. Non avevo nessuna esperienza precedente di massaggio e decisi di partecipare al Training per poter fare un'esperienza che mi permettesse di riappropriarmi del mio corpo, cioè mi permettesse di "andare dentro" alla rigidità in cui allora mi trovavo, contattare la mia energia vitale (di cui all'età di 38 anni avevo già perso il ricordo) e farla quindi rivivere. Insomma desideravo fare un'intensa esperienza di crescita personale. Non sono rimasto deluso.
Quello che mi impressionò di più, guardando le dimostrazioni dei miei insegnanti, era il modo leggero e nello stesso tempo giocoso ed intenso, che usavano per preparare il corpo a ricevere degli "strokes" profondi. (Scusatemi ma dopo vent'anni non riesco ancora a trovare una parola italiana per descrivere un movimento di massaggio). Osservandoli era evidente che lavoravano da uno spazio di cuore, nello stesso tempo davano, ricevevano e si divertivano. Era la prima volta che vedevo fare del "Joint Release" o "tragering". Ne rimasi affascinato. Un anno dopo, mentre lavoravo col Rebalancing a Houston in Texas, ho avuto l'occasione di partecipare al Training di Trager.
Parlare di "Joint Release" senza menzionare Milton Trager non sarebbe giusto. Questo perché è Trager che ha creato una tecnica, un approccio come lui lo chiama, a cui si sono ispirati e si ispirano, magari senza saperlo, tutti coloro che lavorando col massaggio si trovano davanti ad una articolazione: un lavoro sul corpo che non è più un massaggio, ma una danza, una danza col corpo dell'altro; e l'altro in questa danza si ritrova in uno spazio più libero, soffice, leggero, dove riesperimenta qualcosa che gli ricorda il benessere che provava quando fluttuava nel grembo materno. Il "Joint Release" prende ispirazione dal Trager aggiungendoci l'esperienza di 20 anni di Training di Osho Rebalancing, dove terapisti "bodyworkers" specializzati in tecniche diverse, si incontrano e condividono le diverse esperienze. In una seduta di "Joint Release" tu impari qualcosa di te stesso. Attraverso l'uso di movimenti ritmici non intrusivi, dati alle articolazioni di tutto il tuo corpo, è creato uno spazio profondo di apertura. Esattamente nello stesso modo come un bebè si rilassa e smette di piangere quando è cullato gentilmente. Da quello spazio imparerai come è il tuo corpo e come potrà essere. Impari il piacere di sentirti libero e leggero, impari a lasciar andare il controllo, a sentirti integrato e coordinato, a sentirti connesso con l'energia che intorno ti sostiene. In breve impari a sentirti "intero". Tutto ciò è diretto dal cuore verso la mente mediante la creazione di quello spazio profondo e vuoto da cui sorge consapevolezza.
Che cosa offre il "Joint Release" che non è offerto da altre tecniche di lavoro sul corpo? Offre un modo giocoso e non intrusivo per liberare dal corpo le tensioni. Senza pressione né sforzo il modo di lavorare è interamente rivolto verso l'obiettivo di creare sensazioni di leggerezza, di libertà e naturale benessere. Voglio sottolineare che normalmente esercitare una pressione su muscoli tesi oppure il forzare l'estensione di articolazioni irrigidite, può causare una reazione di dolore che può creare nuova tensione (Dico -può- perché se tali azioni vengono invece fatte nel modo opportuno da specialisti di massaggio profondo il risultato è liberatorio). Nel "Joint Release", quando il tuo collo riceve per 15 minuti dei movimenti gentili con modi e angoli diversi, ti sarà difficile mantenerne la tensione e mentre il lavoro proseguirà su tutto il corpo, comincerà ad arrivarti alla mente un fluire ritmico di sensazioni piacevoli.
Le persone non sono normalmente consapevoli delle loro tensioni. Quando un cliente viene per una seduta e gli domandiamo dove avverte tensioni nel corpo, la risposta normale è - nel collo - o magari nella zona bassa della schiena. Quando poi, alla fine della seduta, si rialza dal tavolo, una delle prime cose che dice è - non credevo di avere così tante tensioni... Lavorando sul corpo spesso emergono anche diversi stati d'animo o emozioni. Nella nostra vita, dalla nascita in poi, siamo andati tutti attraverso molte esperienze, belle o brutte, che ci hanno formato, sia fisicamente che psicologicamente. Ogni individuo trasporta dentro di sé un intricato sistema simile ad un computer, un registratore senza tasto di cancellazione. Qualunque esperienza vi è stata messa è destinata a restare lì, e noi abbiamo sempre la possibilità di ricollegarci ad essa, tramite il lavoro sul corpo, per trasformare positivamente gli effetti fisici e psicologici che aveva creato. A volte possono venire delle lacrime. Il nostro modo è di stare con quello che stiamo facendo, senza forzare, senza ridurre, ma dando tempo, rilassando, restando nel cuore…e lentamente ci sarà forse la possibilità che vengano delle immagini o magari una nuova luce su un particolare evento. Al proposito posso condividere una mia esperienza personale diretta. Quando partecipavo al mio Training, durante una seduta in cui una ragazza stava lavorando sulla mia gamba sinistra, mi vennero delle lacrime. Al momento non sapevo per cosa stessi piangendo, ma mentre la ragazza continuava a lavorare amorevolmente sulla mia gamba, mi è venuta un'immagine di mia madre seduta a lato del mio letto d'ospedale, quando avevo quattro anni,; ero lì con la gamba sottoposta a trazione per essermela rotta in due pezzi durante una festa in casa. Non avevo mai avuto prima un ricordo cosciente di quella situazione e per tutta la vita avevo pensato che mia madre non si fosse mai veramente occupata di me…Con questa immagine le lacrime aumentarono insieme ad un forte sentimento di gratitudine e amore verso mia madre. Da quella seduta è totalmente cambiata la coscienza del mio amore per lei e quindi il mio atteggiamento, sia con lei che con le donne in genere. Nel Training insegniamo diversi modi di lavorare con le articolazioni, ma quello che è più importante per noi, è di passare la capacità di essere lì col tuo cliente, aperto ai suoi bisogni, stando nel cuore, in meditazione, intimamente vicino e attento. Questo è ciò che tentiamo maggiormente di insegnare ai nostri studenti. Questo stato d'animo di serenità, di calma, di connessione appagante è in realtà l'essenza di una sessione di "Joint Release".


(Articolo dell'Osho Times edizione italiana - ottobre '00)

ARTICOLI SUI GIORNALI: "Il Tocco del Maestro"

Come diventare consapevoli attraverso il massaggio, entrando in contatto col dolore e la paura per poi lasciarli andare.

di Shuny R. Deretta

Il paziente? Ogni approccio medico lo tratta in modo diverso. Di certo la terapia olistica si pone di fronte a chi soffre in maniera totalmente diversa rispetto a quella tradizionale. Non più un rapporto basato sull'intento di sconfiggere il male o vincere la malattia, ma un incontro per dare energia allo star bene e infondere il convincimento che non è necessario ammalarsi. Naturalmente tutto ciò è passibile di variazioni e sfumature, tenendo soprattutto conto delle molteplici tecniche disponibili e che oggi sono rifiorite. Uso il termine rifiorire, fiorire di nuovo, nel senso che tutte le tecniche corpo/mente tanto in auge, in realtà tornano ad affrontare il problema della salute richiamandosi, chi più chi meno, a scuole di pensiero e di terapia del passato, a volte risalenti a millenni fa.

UN PASSO INDIETRO

All'origine di ogni tecnica di massaggio profondo - l'esempio mi viene spontaneo, essendo io un terapista di Rebalancing - c'è il Chua k'a, sviluppato qualche millennio fa dagli antichi Mongoli Samurai. Questi hanno condotto uno studio molto attento su ciò che oggi chiameremmo psicosomatica, arrivando a valutare che le parti del corpo sono sede di blocchi energetici e di tensioni dovute a diversi tipi di paura. Intuirono che il corpo ha una memoria degli eventi penosi, psichici o fisici, capitati; e questa memoria ha sede non nel cervello, ma nelle diverse parti dell'organismo. La scoperta cadde nel dimenticatoio per lungo tempo, per poi essere riscoperta solo nel ventesimo secolo grazie a Wilhelm Reich, Alexander Lowen ed altri. 1 Samurai della Mongolia ritenevano che dopo ogni fase acuta la memoria del dolore è rimossa, e con- temporaneamente la parte che duole viene isolata: intorno a questa zona i muscoli non si muovono o, se lo fanno, è con il minimo movimento possibile. Un trattenersi, per non sentire dolore o dimenticarlo, che modificherà l'atteggiamento naturale ed equilibrato del corpo. Ecco come il dolore fisico si riflette sulla psiche e viceversa. Quando si lavora sul corpo seguendo i concetti del Chua k'a occorre tenere presente il modo di porsi dei Mongoli Samurai nei confronti del concetto di energia e corpo umano. Credevano all'esistenza di un'energia capace di pervadere ogni cosa, il Kath: tutte le volte che siamo in tensione o proviamo paura e ci contraiamo, scateniamo un blocco dentro di noi che impedisce o limita l'energia nel suo naturale fluire. Lo yoga chiama questa energia Prana, lo Zen di Lao Tzu Tao.

MASSAGGIO CON SENTIMENTO

Nell'effettuare un massaggio, seguendo il principio del Chua k'a, ogni momento della terapia è un tentativo di riconnettere il corpo con il Kath, con l'energia. Questa nuova riconnessione, il rinnovato fluire energetico è la vera e propria guarigione. Principi che possono essere applicati a qualsiasi tecnica di massaggio, è però d'obbligo che ogni movimento sia fatto con sentimento e con attitudine riverente. Gli antichi Mongoli lo esprimevano dicendo: "Questo non è il tuo corpo, non l'hai fatto tu. Esso è il Corpo Umano". Insomma un senso di riverenza che viene dal riconoscere il corpo come un mezzo da utilizzare nel Cammino (la sede che la nostra anima usa in questa vita nel suo processo evolutivo). A causa del nostro Karma (la legge universale di causa/effetto) ci siamo allontanati dal Cammino, recando quindi danno anche al nostro fisico. E' questa la ragione per cui i Mongoli - ma non solo loro - sono certi che occorra correggere i nostri errori apportando consapevolezza. Consapevolezza è diventata oggigiorno una parola chiave: essere consapevoli del proprio corpo significa avere il coraggio di sentire di entrare in contatto col dolore e le differenti paure e quindi essere in grado di passarci attraverso e lasciarle andare. Ogni parte dei corpo conserva un particolare aspetto di paura e la più recente è sempre la peggiore in quanto si accumula alle precedenti. Le aree per le quali pensiamo di non avere problemi sono invece quelle dove il blocco energetico è totale. Lì la tensione è cresciuta a tal punto che la coscienza è in capace di passare. Quando praticate un massaggio fatelo con la profonda consapevolezza dell'energia Kath. Lasciate che le vostre mani chiamino e attraggano l'energia nella zona che state trattando: mani in armonia con l'energia, che sanno cosa fare, lasciatele lavorare! Il massaggio col metodo del Chua K'a, eseguito correttamente, risulta sempre piacevole, un piacere al confine col dolore. Ma attenzione, se diventa doloroso allora il corpo assorbirà nuove paure, per cui non allontanatevi mai dalla sensazione di piacere. I Samurai sentenziavano: "se stai godendo del Chua k'a, questo è il segno che è fatto correttamente ".


(Articolo apparso su AAM Terranuova - febbraio '98)